HopLine

Jump over the fence

Come si è sviluppato il mercato della birra artigianale in Italia?

La nuova stagione della birra: il mercato brassicolo è protagonista di una crescita significativa e importante negli ultimi anni.

Negli ultimi anni i consumi di birra in Italia sono cresciuti trasversalmente da nord a sud. La GDO veicola il 64% dei volumi per un business da oltre 1 miliardo di euro. Una riscoperta!

 

Chi sostiene si tratti di una rivoluzione non sbaglia: la birra artigianale, negli ultimi anni, è riuscita, affascinando e catturando l’attenzione, a creare attorno a sé un pubblico interessato, attento e curioso.

 

Ma cosa si intende per birra artigianale? A cosa ci si riferisce nello specifico?

La definizione di birra artigianale non è altro che:

 

birra che viene realizzata da parte di un birrificio di ridotte dimensioni.

 

Ma questa definizione, si è sviluppata nel mercato indicando tutti quei prodotti artigianali non pastorizzati e non filtrati. 

 

Questo fenomeno ha avuto inizio negli Stati Uniti, più precisamente nello stato della California, durante il corso degli anni Sessanta. Ad oggi, negli Usa, la craft beer revolution sta raggiungendo picchi altissimi.

 

Non è un evento sporadico: nel tempo si è affermato e dimostrato, infatti, un trend in continua crescita anche grazie alla possibilità di vendita online.

 

Sempre di più sono i birrifici artigianali che offrono la possibilità di acquistare i propri prodotti online: i siti web garantiscono la presentazione del prodotto e, al loro intero o appoggiandosi a piattaforme specifiche, lo strumento per acquistare.

 

Lo sviluppo del fenomeno della birra artigianale italiana

È innegabile il grande fermento che si riscontra attorno al mondo delle birre artigianali. Analizzando diverse statistiche, è chiaro e lampante come questo settore artigianale sia in continuo aumento. Seppur ancora una nicchia, oggi la produzione di birra artigianale italiana è di circa 550mila ettolitri e i microbirriffci sono oltre 900.

 

Ma da dove è partito tutto questo?

La diffusione dei microbirrifici artigianali ha, con il tempo, raggiunto trend molto importanti: negli anni ha sconfinato lo spazio americano, fino ad arrivare nel Vecchio Continente

 

Nella penisola la tradizione della birra artigianale ha radici recenti, specialmente rispetto ad altri paesi confinanti: i primissimi birrifici sono sorti, infatti, nel corso degli anni Ottanta.

 

Il percorso intrapreso in quegli anni, dunque, inizialmente da pochi coraggiosi, ha raggiunto numeri importanti dalla fine degli anni Novanta in poi. Registrando numeri sempre maggiori, ha visto la nascita, sul territorio italiano, di sempre più birrifici artigianali

 

Questo settore, con particolare riferimento ai microbirrifici, è nato, dunque, tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nuovo: in circa 20 anni si è sviluppato fino a diventare una realtà popolare e produttiva, ugualmente in tutta la pensiola italiana.

 

I principali fattori dell’aumento di interesse verso la birra artigianale sono i seguenti.

 

1. ricerca e sviluppo

In particolare da dieci anni a questa parte, l’universo birrario registra un continuo crescendo grazie anche alla forte spinta innovativa dei suoi player: dagli investimenti in ricerca e sviluppo, alla scoperta di nuove strade di comunicazione, fino al fenomeno dei microbirrifici.

 

2. qualità dei prodotti

Molto importante per la crescita è stata, in particolar modo, la predisposizione dei consumatori italiani al concetto di qualità associato ai prodotti alimentari.

 

3. pubblico giovane

In ultimo, ma non per importanza, ha contribuito positivamente alla crescita dei birrificio artigianale l’interessamente dei giovani.

 

Questo particolare tipo di cliente, grazie alla sua forza socializzante e alla propria natura “informale”, ha aiutato significativamente la diffusione di questa bevanda artigianale in italia.

 

La differenza tra la birra artigianale e quella industriale

Le birre industriali vengano sottoposte a particolari trattamenti e processi di filtrazione, così come di pastorizzazione, in modo tale che il prodotto finale possa durare più a lungo.

 

Le birre industriali presentano al loro interno additivi chimici, conservanti, ma anche surrogati del malto d’orzo, con l’intento di ridurre il più possibile i costi di produzione.

 

La birra artigianale, invece, non presenta nessuno degli elementi sopra citati.

 

Ciascuna birra artigianale, infatti, è diversa rispetto a quella industriale perché presenta un sistema di lavorazione unico e non viene pastorizzata in alcun modo

 

Il periodo di conservazione della birra artigianale è però, ovviamente, molto più basso rispetto a quella industriale, non presentando né additivi chimici e né conservanti.

 

Otto cluster di consumatori in Italia

La birra artigianale, in Italia, scorre senza significative differenze da nord a sud, coinvolgendo diverse fasce d’età, comprese le generazioni più giovani.

 

I dati dell’indagine di AstraRicerche riportano che il 77% degli italiani beve volentieri birra: i consumi aumentano di pari passo all’estensione della platea di acquirenti. 

 

Significativo, per esempio, il caso del pubblico femminile: in Italia 70 donne su 100 dichiarano di apprezzare la bevanda e di berla regolarmente; uno dei dati più alti a livello europeo.

 

La ricerca quantitativa realizzata da AstraRicerche per AssoBirra tramite 1364 interviste (somministrate con il metodo C.A.W.I.) ad un campione di uomini e donne fra i 18 e i 70 anni ha individuato la presenza di otto cluster di consumatori.

 

Quelli di maggiore interesse sono:

 

new-beer lover: giovani appassionati bevitori con frequenza media, che sono sempre in cerca di novità;

hipster hyperlocal”: affezionati alle birre della tradizione italiana e a quelle artigianali;

foodie critico: esperto intenditore molto interessato agli accostamenti fra birra e cibo.

 

Scopri come il progetto HopLine può aiutarti nella crescita del tuo birrificio artigianale, sia per numero di vendite, sia per aumento di pubblico!

Altri articoli